Street Art e Resistenza: Banksy, C215 e la metafora del Judo in Ucraina.

In un paesaggio ferito dalla guerra, tra crateri e scheletri di cemento, la Street Art è diventata una forma di resistenza non violenta. Due dei più influenti street artist mondiali, il britannico Banksy e il francese C215 (Christian Guémy), si sono recati in città simbolo dell’Ucraina come Borodyanka, Irpin e Kiev (la Capitale) ma anche Horenka e Hostomel, per lasciare segni indelebili di speranza tra le rovine di un Paese ferito, e tra le immagini più iconiche spicca l’uso del judo come simbolo di coraggio contro prepotenza e forza bruta.

“Se vuoi fare street art che parli di guerra, l’opera deve essere realizzata nel luogo in cui si svolge la guerra…”
C215 (Christian Guémy) – AFP / Bangkok Post

Banksy: Dalle macerie alla storia postale.

Nell’autunno del 2022, Banksy ha documentato la sua presenza in Ucraina con un video su Instagram. L’artista ha rivendicato sette murales in diverse città simbolo: opere che non sono solo arte, ma una potente denuncia contro le atrocità della guerra.

Il Judo e il Francobollo Commemorativo (Borodyanka).

L’opera più celebre raffigura un bambino judoka che mette al tappeto un uomo adulto (Davide contro Golia): un chiaro riferimento a Vladimir Putin, noto appassionato di judo. Questo murale è diventato così iconico che il servizio postale ucraino, Ukrposhta, lo ha trasformato in un francobollo commemorativo emesso il 24 febbraio 2023. Recante la scritta “FCK PTN!”, il francobollo eleva la tecnica del judo raffigurata da Banksy a simbolo ufficiale della sfida nazionale.

Murale "Judo" di Banksy a Borodyanka, Ucraina, bambino atterra adulto con una tecnica di Judo

Murale “Judo” di Banksy a Borodyanka, Ucraina. Foto © Banksy via banksy.co.uk

Francobollo commemorativo del murale "Judo" di Banksy a Borodyanka, Ucraina, bambino atterra adulto con una tecnica di Judo

Francobollo commemorativo del murale “Judo” di Banksy. Immagine via commons.wikimedia.org

Francobolli commemorativi del murale "Judo" di Banksy a Borodyanka, Ucraina, bambino atterra adulto con una tecnica di Judo

Francobolli commemorativi del murale “Judo” di Banksy. Immagine via commons.wikimedia.org

La Ginnasta e il sacrificio di Katya (Borodyanka).

La ginnasta in verticale sulle macerie è stata associata dalla critica alla memoria dell’atleta Katya Dyachenko, promessa della ginnastica ritmica di soli 11 anni, uccisa durante i bombardamenti su Mariupol. L’opera diventa un monumento silenzioso all’innocenza spezzata.

“Doveva conquistare la scena e regalare sorrisi al mondo. Di cosa sono colpevoli i bambini?”
Oleksiy Kuleba politico ucraino

Kuleba utilizzò l’opera di Banksy come simbolo della resilienza ucraina, sottolineando come l’arte riesca a fiorire anche nel dolore più profondo, portando l’attenzione del mondo intero sulla tragedia dei civili e dei più piccoli.

L’allenatrice di Katya, Anastasia Meshchanenkova, pubblicò un commovente post su Instagram che ha fatto il giro del mondo…

“…Ci avete privato della nostra casa, del lavoro, dell’attività e della cosa più preziosa: la vita dei nostri figli…”

Murale "Ginnasta in verticale sulle macerie" di Banksy a Borodyanka, Ucraina, ginnasta in equilibrio sulle macerie

Murale “Ginnasta” di Banksy a Borodyanka, Ucraina. Foto su gentile concessione di @Alessandro Cini via 3D Produzioni

Murale "Ginnasta in verticale sulle macerie" di Banksy a Borodyanka, Ucraina, ginnasta in equilibrio sulle macerie di un edificio bombardato

Murale “Ginnasta” di Banksy a Borodyanka, Ucraina. Foto © Banksy via banksy.co.uk

Le altre opere nel cuore del conflitto.

  • La Ginnasta con nastro (Irpin): Una giovane ginnasta con un tutore al collo danza con un nastro sopra il foro di un proiettile, raffigurando la fragilità del corpo ferito che non si arrende.
  • L’altalena anticarro (Kiev): Due bambini usano un “cavallo di frisia” (ostacolo anticarro) come un’altalena, trasformando strumenti di guerra in gioco e rivendicando la normalità dell’infanzia.
  • La Donna in vestaglia (Hostomel): Una donna in vestaglia e bigodini con la maschera antigas un estintore,  su un muro annerito, simbolo dell’assurdità della guerra nel quotidiano.
  • L’Uomo nella vasca (Horenka): Un anziano che si lava nella vasca da bagno tra le rovine, un atto di cura di sé ed estrema dignità umana che resiste nel caos della distruzione totale.
  • Il Lanciarazzi (Kiev): Banksy trasforma un graffito fallico preesistente in un carro lanciarazzi russo (contrassegnato dalla “Z”), usando la satira per ridicolizzare l’aggressività militare.
GALLERIA | Images credits:
● © Banksy via banksy.co.uk;
● Wikimedia Commons via commons.wikmedia.org.

Il fotoreporter Ed Ram è stato il primo giornalista a scoprire e fotografare le opere di Banksy a Kiev e dintorni mentre lavorava per l’agenzia fotografica Getty Images. Alla pubblicazione delle fotografie di Ed dell’opera di Banksy è seguita la conferma da parte dell’artista, con un video su Instagram, di aver lavorato in Ucraina. Le immagini sono state pubblicate da organizzazioni giornalistiche internazionali in tutto il mondo.
N.d.A

C215: Il volto umano della tragedia.

Giunto in Ucraina nella primavera del 2022, Christian Guémy, meglio conosciuto come C215, ha scelto un approccio più intimo, focalizzandosi su uno stile ritrattistico che restituisce identità alle vittime, ma anche la fauna selvatica, usando spesso i colori della bandiera nazionale, portando l’arte sulle superfici e nei luoghi più insoliti. Di seguito, alcune (non tutte) delle opere più significative realizzate dall’artista in Ucraina.

  • La Bambina con corona di fiori (Kiev): Un ritratto vibrante di una bambina che indossa una corona di fiori tradizionale, simbolo della cultura e della speranza ucraina che non può essere sradicata.
  • Ritratto di Gabin (Kiev): L’artista dipinge suo figlio con la Vyshyvanka (camicia tradizionale) davanti a un edificio distrutto, creando un ponte tra l’infanzia europea e quella ucraina.
  • Il Memoriale per “Da Vinci” (Kiev): Il ritratto di Dmytro Kotsiubaylo, eroe nazionale caduto, che trasforma un muro in un altare laico.
  • Taras Shevchenko (Borodyanka): Il poeta nazionale, simbolo di cultura, come pilastro dell’identità nazionale contro l’oppressione.
  • I Gatti della resistenza: Piccoli stencil di felini, ed altri animali, che appaiono tra le rovine, come segno della vita che continua silenziosa tra le macerie.

C215 trasforma i muri in un memoriale a cielo aperto per preservare l’identità collettiva del popolo ucraino e sottolineare l’universalità del dolore dei bambini.

Lo Sport come metafora: la filosofia del judo e la Non Violenza.

L’inserimento di discipline come la ginnastica e soprattutto il judo non è casuale. Sebbene Banksy lo usi per sbeffeggiare l’aggressore, l’opera richiama intrinsecamente la filosofia del fondatore del Judo, Prof. Jigorō Kanō.

Il judo non è violenza bruta, ma l’arte di usare la forza dell’avversario contro lui stesso. Il principio del Seiryoku Zen’yo (il miglior impiego dell’energia) insegna che la forza non si contrasta con la brutalità, ma assecondandola per volgerla a proprio favore. Il bambino di Banksy che atterra il gigante (adulto) non usa la violenza, ma la tecnica del judo e l’equilibrio.

In questo contesto, il judo diventa la metafora perfetta della resistenza ucraina: la disarmante ricerca dell’affermazione del più debole sulla forza tirannica (Davide contro Golia). L’arte trasforma così una disciplina di combattimento in un manifesto di “non violenza attiva“, dove l’affermazione finale è il ripristino della giustizia.

  • Cos'è il judo?
Cos’è il Judo?

By |9 Gennaio 2023|

Cos'è il Judo? Cos'è il Judo? Il Judo 柔道 è un'invenzione del Prof. Jigoro Kano concepita nel 1882 con la fondazione del Kodokan, con l'intento di educare [...]

Angeli dello Sport: un Tributo al Futuro Spezzato.

Il portale “Angels of Sport” (Yangoly Sportu), realizzato dal Comitato Sportivo dell’Ucraina, è il memoriale digitale dedicato agli atleti e allenatori ucraini che hanno perso la vita a causa dell’invasione russa. Il sito raccoglie le storie di campioni mondiali, giovani promesse e tecnici caduti in battaglia o sotto i bombardamenti.

Più che un database, è un archivio di vite interrotte: ogni biografia e ogni foto raccontano il sacrificio di chi ha scambiato i campi di gara con le trincee per difendere il proprio Paese. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che i nomi e i volti di questi “Angeli” non vengano dimenticati, portando la loro testimonianza oltre i confini ucraini attraverso una memoria collettiva. Il progetto si è trasformato in una mostra fotografica itinerante che ha toccato numerose città ucraine ed europee.

In un contesto in cui lo Sport dovrebbe essere celebrazione della vita e della pace, questo portale resta un monito silenzioso e potente: trasformando il dolore individuale in un racconto collettivo di coraggio e sacrificio; contro la violenza della guerra.

Verso un turismo della Memoria.

I muri delle città bombardate visitate da Banksy, C215 e altri street artist sono diventate tappe di un turismo della memoria che rendere omaggio alla resilienza di un popolo martoriato dalla guerra.

Simbolici “graffiti” graffianti, oramai noti in tutto il mondo, dimostrano che la bellezza può nascere dal fango. Un semplice murale, specialmente quello del bambino judoka che vince contro un adulto (Davide contro Golia), può essere più potente di un’arma, diventando custode e simbolo indelebile del coraggio e della dignità umana.

Oltre le Macerie della guerra:
La Rinascita dell’Arte a Borodyanka.

Il racconto della resistenza, iniziato con la metafora del judo, ha trovato un nuovo capitolo: la sopravvivenza delle opere di Banksy e C215, affidata sapienti mani di un coraggioso gruppo di restauratori italiani.

Una missione tra arte e coraggio.

In un contesto di distruzione, i professionisti Maria Colonna, Paola Ciaccia e Alessandro Cini hanno intrapreso una sfida paradossale: restaurare arte urbana in una terra ancora ferita dal conflitto in corso. L’intervento, supportato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina (CCIPU), ha permesso di mettere in sicurezza diverse opere iconiche, frammenti di intonaco che rischiavano di polverizzarsi per sempre.

Questa straordinaria esperienza è documentata nel libro e nel documentario “Fixing Banksy”, che approfondisce il viaggio tecnico e umano del gruppo, testimonianza del delicato processo di salvaguardia.

L’assurdo necessario:
Restaurare durante la guerra e dare speranza.

C’è un’intrinseca assurdità nel dedicare tempo al restauro di un murale mentre il fragore delle esplosioni segna ancora il quotidiano. Eppure, proteggere queste opere significa difendere la memoria storica di un conflitto. Restaurare la street art, per sua natura effimera, in tempo di guerra trasforma l’atto tecnico in un gesto di resistenza culturale.

Se il bambino judoka di Banksy è il simbolo del miglior impiego dell’energia contro la forza bruta, l’intervento dei restauratori italiani ne è l’applicazione pratica. Hanno usato la loro competenza per stabilizzare ciò che la violenza voleva abbattere.

Adesso, questi murales protetti da teche non sono più solo graffiti: sono i nuovi monumenti di un popolo che non si arrende. Come sottolineato nei report della CCIPU e di Federcamere, in un luogo che espone i resti della distruzione, c’è un bisogno vitale di preservare i colori della speranza. Questi lavori restano a futura memoria, difesi da chi crede che l’arte possa essere un’ancora di salvezza per l’identità di un popolo.

Il popolo di chi persegue la pace e disdegna la guerra.

Per maggiori informazioni su Banksy :

  • Instagram ufficiale: @banksy il principale canale di verifica delle opere.
  • Sito Web ufficiale: banksy.co.uk utilizzato per certificare le azioni di street art.
    • Facebook: @banksyofficial collegato al sito ufficiale ma non certificato.
    • Canale YouTube: @banksyfilm non certificato/fan channel.

Per maggiori informazioni su C215:

  • Sito Web Ufficiale: c215.fr interazione e “hypermediation”.
  • Instagram: @christianguemy informazioni in tempo reale.
  • Facebook: C215 informazioni in tempo reale, attivismo e commento sociale.
  • Twitter (X): @christianguemy attivismo e commento sociale.
  • Flickr: C215 archivio.

Crediti fotografici (sempre citati in didascalia):