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Questa è una piccola sezione dedicata alla
lingua ed al complicato sistema di scrittura giapponesi, rivolta a chi volesse saperne qualcosa in più, o semplicemente ai
più curiosi.
Ideogrammikanji - kana - romajiLa lingua giapponese non ha un alfabeto simile al nostro, ma una scrittura mista ideografica e fonetica. Essa si basa essenzialmente sull'uso di ideogrammi detti kanji (kan = antico nome della Cina; ji = carattere) e si avvale di due sillabari kana denominati hiragana (hira = comune, gana = carattere prestato: carattere prestato di uso comune) e katakana (kata = parte; kana = carattere prestato: carattere prestato in parte). KANJI
I kanji giapponesi sono ideogrammi ispirati
da quelli cinesi del quinto e sesto secolo. I kanji vengono impiegati per rappresentare tutte le parole che hanno un preciso significato. Si compongono generalmente di due parti:
Gallerie ideogrammi kanjiKANJI CLASSICI SPECIALE JUDO NUMERI
KANA kana sono dei segni grafici più simili alle nostre
lettere, o meglio alla nostre sillabe.
HIRAGANAIl
sillabario hiragana viene usato per scrivere le parti del
discorso (elementi grammaticali) che non hanno significato proprio (ad. es. preposizioni,
prefissi, suffissi ecc.) e per scrivere
parole di origine giapponese.
KATAKANACon il katakana vengono invece scritti termini scientifici o parole di origine straniera escluse quelle provenienti dalla lingua cinese. I sillabari sono formati da segni sillabici nei quali sono rappresentati tutti i suoni fondamentali della linaua, suoni che non possono mai essere separati. Tali suoni si dividono in: "puri” o "fondamentali” (seion), "impuri” (dakuon), "semi-puri” (handakuon) e "contratti” (yoon). Nelle tabelle sottostanti abbiamo inserito tutti i fonemi disponibili nella lingua giapponese, divisi in suoni puri, impuri e semipuri, contratti. In ogni casella il segno in alto a destra corrisponde allo hiragana mentre quello in basso al katakana.
ROMAJILa traslitterazione degli ideogrammi in caratteri latini prende il nome di romaji (roma = Roma + ji = segno: " segno di Roma”). Essa è dovuta ai Padri Gesuiti che la utilizzarono fin dal 1549 per la trascrizione di testi religiosi. Tuttavia si è dovuto attendere che si aprissero i rapporti con l'occidente perché tale tipo di scrittura fosse utilizzato anche per rendere più accessibile l'apprendimento della lingua giapponese. Rispetto alla lingua italiana, la pronuncia non presenta molte diversità; tuttavia si segnalano le più ricorrenti:
Nella lingua giapponese non esiste la lettera L (elle) e quindi neanche il corrispondente suono; perciò, per trascrivere parole che la contengono, viene usata la lettera R (erre). Non esiste neppure il suono della v. Per eufonia, nelle parole composte, alla seconda parola componente viene sostituita la prima sillaba con consonante sorda (suono puro) con la corrispondente sillaba che ha consonante sonora (suono impuro); ad esempio: ha diventa ba (ashi-barai e non ashi-harai) shi diventa ji (hiza-jime e non hiza-shime). Tale cambiamento si dice nigorizzazione (da nigori = impurità). Tra l'altro, nella lingua giapponese la costruzione della frase risulta capovolta rispetto alla nostra. Ad esempio, la frase italiana "dita del piede” in Giappone viene detta "piede del dita” (ashi-no-yubi). Non esistono gli articoli ed i pronomi relativi; mancano il genere ed il numero che, comunque, si deducono dal contesto del discorso. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Per la spiegazione dei termini giapponesi potete consultare il Glossario del Judo e non solo. Questo sito è in continuo sviluppo. Questa pagina è stata aggiornata il 09 settembre 2008.
Per una perfetta visualizzazione vi consigliamo:
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